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Durata
Il progetto Mentore ha una durata di 15 mesi.

Obiettivi generali

Obiettivi:
• Fornire un'educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti.
• Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.
• Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.


Aree prioritarie di intervento:
Sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.
• Promuovere la cultura della responsabilità sociale e di comunità.
• Promozione della conoscenza dei vantaggi sociali, ambientali ed economici del consumo sostenibile e responsabile.


Linee di attività
• Educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa;
• Interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi;
• Interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni;
• Servizi strumentali ad enti del Terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del Terzo settore.

Queste linee saranno implementate attraverso il core project rappresentato dallo spazio dedicato al potenziamento delle competenze dei destinatari al fine di una loro alfabetizzazione tematica (co-programmazione, co-progettazione e alfabetizzazione all’utilizzo di nuovi strumenti) in vista di una maggiore coerenza con le indicazioni della riforma del Terzo settore, e attraverso i lavori guidati (dal mentore) posti in essere in vista di un obiettivo comune nell’interesse generale (co-definito, condiviso e co-progettato per singola area).
Tale linee sono perfettamente coerenti con lo Statuto UNLA (art. 5 del documento) e nello specifico:
• L'istruzione, l'orientamento, l'apprendistato e la formazione professionale mediante (- analisi delle vocazioni territoriali e dei fabbisogni formativi su base comunale, comprensoriale e regionale; - corsi di formazione professionale e para-professionale, rispondenti a bisogni ed interessi di giovani ed adulti disoccupati o occupati, desiderosi di elevare il bagaglio delle competenze professionali per l'acquisizione di nuove qualifiche e per l'aggiornamento formativo e corsi universitari; - attività di assistenza integrativa in favore dello sviluppo di zone depresse nei settori agricoli, del turismo, dell'artigianato e della trasformazione socioeconomica);
• Lo sviluppo delle attività di Educazione degli Adulti (EDA), nel quadro dell'educazione permanente, e la formazione degli educatori (- la promozione di processi di aggregazione fra le Associazioni e gli Enti di educazione permanente, nonché di azioni mirate alla diffusione delle attività di educazione permanente, sia sul piano nazionale che internazionale);
• Conoscenza, valorizzazione e tutela del patrimonio ambientale, storico, tradizionale, artistico e culturale (- attuazione, anche in collaborazione con altri organismi ivi comprese le istituzioni scolastiche, di progetti e programmi finalizzati alla conoscenza, allo sviluppo, alla valorizzazione del territorio ed alla protezione dell'ambiente, nonché di una sensibilità ambientalistica collettiva).
Lo sviluppo di queste sinergie porterà al cambiamento del modus operandi dei beneficiari e della comunità interessata (RISULTATO) e alla realizzazione di una serie di progetti condivisi (IMPATTO).



Descrizione dell'iniziativa

Ambito territoriale del progetto:
Il progetto è realizzato in 19 Regioni. Nello specifico sono attivamente coinvolte nella realizzazione del progetto: 
•Regione Abruzzo: Comune di Ocre (AQ)
•Regione Basilicata: Comune di Lagopesole (PZ) e Ferrandina (MT)
•Regione Calabria: Comune di Lamezia Terme e Catanzaro (CZ) e Paola (CS)
•Regione Campania: Comune di Lacedonia, Gesualdo e Andretta (AV)
•Regione Emilia Romagna:
Comune di Bologna (BO)
•Regione Friuli Venezia Giulia: Comune di Sedegliano (UD)
•Regione Lazio: Comune di Roma
•Regione Liguria: Comune di Genova (GE)
•Regione Lombardia: Comune di Milano (MI)
•Regione Marche: Comune di Fabriano (AN)
•Regione Molise: Comune di Campobasso (CB)
•Regione Piemonte: Comune di Biella (BI)
•Regione Puglia: Comune di Bitonto (BA)
•Regione Sardegna: Comune di Oristano (OR)
•Regione Sicilia: Comune di Ispica (RG) Partinico (PA)
•Regione Toscana: Comune di Pescia (PT)
•Regione Umbria: Comune di Terni e Orvieto (TR)
•Regione Valle D’Aosta: Comune di Aosta (AO)
•Regione Veneto: Comune di Rovigo (RO).


Idea a fondamento della proposta progettuale:
L’obiettivo è strutturare un tavolo di incontro Consolle per gli stakeholder (su piattaforma web) a disposizione degli attori del Terzo Settore dove possano confrontarsi tra di loro e confrontarsi, al contempo, con le istituzioni pubbliche in una logica di soddisfacimento degli interessi generali della comunità secondo un approccio sostenibile a 360 gradi (sostenibilità ambientale, sociale ed economica). Si pone, quindi, di educare alla collaborazione gli operatori offrendo opportunità di apprendimento permanente nell’ottica dello sviluppo di reti associative (nel progetto sarà inserito un prodotto di FAD asincrona in ottica capacity building, co-progettato in termini di contenuti e professionalità di spicco), sperimentare una metodologia di sviluppo sociale per i territori in chiave di sostenibilità a livello globale e sistemico (Attenzione alle risorse, economicità e opportunità di lavoro diffuse), fornire uno strumento sperimentale (e poi definitivo) per affrontare le problematiche di interesse generale e realizzare programmi e progetti di interessi generali bottom up in sinergia da parte degli attori del territorio.

Descrizione del contesto:
L’allungamento della durata media di vita è la più grande conquista delle nostre società contemporanee ma, al contempo, è anche continua fonte di nuove problematiche sociali da affrontare; ad esempio, il rapporto con le nuove tecnologie.
In Italia solo un anziano (classe di età considerata 65-74 anni) su 4 (25%) utilizza tecnologie digitali, quali smartphone e pc, ed utilizza internet (rilevazione dell’ultima settimana), contro una media di quasi uno su 2 (45,5%) dei coetanei europei. Però tra gli anziani italiani che lo usano, ben il 90% ne fa ricorso almeno una volta al giorno, rispetto al 72% degli utilizzatori europei. I nostri anziani utilizzano internet per informarsi su tematiche di attualità (63,7%), sui propri interessi e passioni (60,7%) e per approfondire temi legati alla salute e al benessere (40,3%).
La breve panoramica del rapporto tra anziani e digitale (realizzata su dati Eurostat 2016) fornisce preziosi elementi all’analisi effettuate sul nuovo analfabetismo (quello digitale) condotte in questi anni dall’UNLA e induce a interessanti riflessioni in merito alle sfide poste in essere dall’odierna società.
I dati ci dicono, infatti, due cose fondamentali. La prima riflessione è sicuramente da fare in merito al basso “tasso di approccio al digitale” dei nostri anziani (addirittura la metà) e, in conseguenza, sull’esigenza di adeguare le loro competenze per allinearle quanto più possibile alle esigenze dell’odierna società. La seconda riflessione è ancora più interessante, in quanto dai dati emerge chiaramente che qualora i nostri anziani vengono a contatto con le tecnologie lo utilizzano in maniera più continua e proficua. Questo dato è stato associato alla problematica della ludopatia tra gli anziani.
Gli studi condotti in questi ultimi anni evidenziano che il gioco d’azzardo sarebbe in progressivo aumento tra gli anziani. Non sono solo giovani e giovanissimi quindi a rappresentare i clienti ideali di bar e sale giochi! Il fenomeno appare connesso sia a fattori economici e sociali (povertà e isolamento sociale) che alla comorbilità con patologie neurodegenerative. Per combattere contro questa problematica la rete delle istituzioni pubbliche (dalla scuole alle biblioteche, dal mondo dell’associazionismo fino ai centri anziani) deve essere messa a disposizione per campagne di sensibilizzazione e per offrire occasioni d’incontro e di socializzazione. Il gioco d’azzardo è sinonimo di solitudine, davanti a una macchinetta che invita alla compulsione e in ambienti
in cui, oltre al denaro, si perde spesso anche il senso del tempo e della realtà.


Descrizione del contesto:
I dati relativi al no-profit in Italia aggiornati al 2016 parlano di un incremento degli attori del 2,1% e di dipendenti del 3,1%; il trend di espansione è confermato dall’aumento dell’incidenza delle istituzioni non profit rispetto al complesso delle imprese dell’industria e dei servizi: dal 5,8% del 2001 al 7,8% del 2016 per le istituzioni e dal 4,8% del 2001 al 6,9% del 2016 per gli addetti.
Il 18 giugno 2016 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 106 recante “Delega al Governo per la Riforma del Terzo Settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”. A seguire, sono stati approvati i Decreti attuativi sul Servizio Civile Universale, sul 5 per 1000, sull’Impresa sociale e sul Codice Unico del Terzo Settore. Con la riforma e i suoi decreti attuativi la co-programmazione e la co progettazione rappresentano la sfida più importante. Il riconoscimento e l’indirizzo che si intuisce nella norma è sicuramente il tentativo di dare continuità ai due momenti importanti.


Esigenze e bisogni individuati e rilevati:
Le nuove disposizioni della Riforma e il trend in crescita del comparto hanno condotto la partnership a una approfondita riflessione sulle opportunità di sviluppo, e le relative esigenze, dei network necessari per lo sviluppo di quello che è definito interesse generale (per la collettività). Ne è emerso un percorso articolato in 4 direttrici: potenziamento delle competenze, delle capacità e delle abilità in funzione delle opportunità di “co-lavorare”; potenziare le opportunità di incontro (reale e virtuale); colmare il gap di esigenza di supporto consulenziale e di guida e sviluppo di una rete nazionale seria e con finalità specifica.
Il potenziamento delle competenze della Pubblica amministrazione e degli Enti del terzo settore diventa fondamentale per evitare che si continui a definire co-progettazione qualsiasi cosa: basta una gara d’appalto con un oggetto un pò aperto o una conferenza pubblica prima di indirla per dire che si è co-progettato. Co-progettare oggi assume un significato positivo, tutti lo fanno e in questo modo il concetto si amplia sino a non sapere più veramente cosa sia.
Potenziare le opportunità di incontro diventa ancora più fondamentale in questo momento di riduzione della mobilità generale. Bisogna però trovare dei sistemi semplici e lavorare molto sulla motivazione dei potenziali attori.
Colmare il gap ha una duplice valenza. In primis avvicinare le professionalità della progettazione al Terzo settore facendo in modo che essi non si sostituiscano a coloro che lavorano sul campo, ma forniscano un supporto che li metta in grado di esprimere le loro idee (e non quella degli esperti). In seconda battuta ci riferiamo al gap informativo che porta i decision maker a non avere le informazioni necessarie per un corretto processo decisionale (quadro degli Enti operativi per area, bisogni che soddisfano, bisogni emergenti, divario bisogni-enti).
La mancanza di un sistema relazionale funzionale all’obiettivo comune che favorisca la circolazione delle idee, degli strumenti, delle metodologie e delle soluzioni. In pratica manca una efficace soluzione in grado di veicolare le best-practice favorendo la replicabilità delle soluzioni ottimali e limitando la replicazione di errori.
L’individuazione dello “spazio comune” (Tavolo-Consolle) supportato da professionalità idonee va nella direzione di soddisfare queste esigenze; alcune in maniera immediata durante il periodo progettuale (potenziamento delle competenze, favorire l’incontro e fornire professionalità guida), altre attraverso l’evoluzione dello strumento cardine del progetto che, grazie alla sua caratteristica fondamentale di scalabilità, consentirà l’arricchimento delle funzioni adeguate (vetrina delle best practice, database degli attori, check list dei bisogni, matching bisogno-ente preposto, ecc.).


Metodologie:
La metodologia proposta vuole valorizzare l’esperienza dell’Ente capofila, in tema di lotta all’analfabetismo nello specifico e di attività di promozione sociale più in generale, creando un supporto permanente per il Terzo Settore in grado di fornire gli strumenti e le competenze agli attori del contesto. L’intervento si pone in maniera innovativa in quanto lo strumento va a ottimizzare le funzionalità delle piattaforme E-learning e del cloud integrandoli con nuove funzionalità sperimentali per la co-programmazione, la co-progettazione, il confronto e il fundraising. L’implementazione del modello consente di migliorare notevolmente i percorsi di costruzione di interventi volti all’interesse generale grazie alla garanzia di partecipazione diffusa, di raccolta delle esigenze del territorio e affiancando allo strumento web un elemento tipico del confronto dal vivo, ossia un coach che detta i tempi e assicura il rispetto delle scadenze concordate.

Risultati attesi
 

 
 
 
Destinatari degli interventi
Numero
Modalità di individuazione
 
Enti Pubblici coinvolti nell’attività ANCORAGGIO. Consente la diffusione degli obiettivi e la determinazione delle aspettative degli attori.
100
Enti del Terzo Settore coinvolti nell’attività ANCORAGGIO. Consente la diffusione degli obiettivi e la determinazione delle aspettative degli attori.
200
Enti Pubblici iscritti alla Piattaforma Mentore. Consente la fruizione dei servizi del progetto.
Enti del Terzo Settore iscritti alla Piattaforma Mentore. Consente la fruizione dei servizi del progetto.
40
100
Database locali, risposte a trasmissione documentazione informativa, videomeeting, newsletter, presenze a conferenze stampa. L’azione sul campo sarà realizzata con il supporto della rete locale UNLA e il supporto locale di partner e collaboratori.
Database locali, risposte a trasmissione documentazione informativa, videomeeting, newsletter, presenze a conferenze stampa. L’azione sul campo sarà realizzata con il supporto della rete locale UNLA e il supporto locale di partner e collaboratori.
Exploiting dell’attività di ancoraggio.
Exploiting dell’attività di ancoraggio.
Enti Pubblici utenti dell’azione di training. Consente il potenziamento di conoscenze e competenze.
Enti del Terzo Settore utenti dell’azione di training. Consente il potenziamento di conoscenze e competenze.
Enti Pubblici operativi nel Project Work. Consente l’incremento di competenze e abilità.
40
100
25
Azione informativa blending (passaparola, concertazione, mainstreaming e a mezzo piattaforma).
Azione informativa blending (passaparola, concertazione, mainstreaming e a mezzo piattaforma).
Azione informativa blending (passaparola, concertazione, mainstreaming e a mezzo piattaforma).
Enti del Terzo Settore operativi nel Project Work. Consente l’incremento di competenze e abilità.
75
Azione informativa blending (passaparola, concertazione, mainstreaming e a mezzo piattaforma).
Enti Pubblici coinvolti nel Mainstreaming. La sua realizzazione favorisce la continuità.
100
Azione informativa blending (passaparola, concertazione, mainstreaming e a mezzo piattaforma).
Enti del Terzo Settore coinvolti nel Mainstreaming. La realizzazione favorisce la continuità.
200
Azione informativa blending (passaparola, concertazione, mainstreaming e a mezzo piattaforma).

Attività

Il progetto avrà una durata di 15 mesi ed è articolato in 7 attività totali, suddivise in due trasversali (Gestione e Mainstreaming), 5 specialistiche.

Attività trasversale

Fase 1 - GESTIONE

E’ relativa alle azioni di management, Una prima azione prevede una Direzione il cui titolare sarà il rappresentante del Progetto presso l’ente
cofinanziatore ed assume la responsabilità dell’avanzamento delle attività progettuali e delle comunicazioni (fra partner, fra struttura centrale e strutture locali, ecc.).
A supporto della Direzione è istituito un Comitato di Pilotaggio. L’organo ha la funzione di determinare l’indirizzo generale del Progetto, facilitare la penetrazione delle
attività di Progetto nelle aree interessate e valutare l’andamento e lo stato di avanzamento delle attività.
La Direzione si avvale poi di due elementi di staff l’amministrazione e il monitoraggio.
L’amministrazione ha il compito di controllare la spesa delle attività progettuali e di predisporre i report di rendicontazione. Al corretto funzionamento
dell’amministrazione provvederanno tutti i partner, relativamente alle spese in capo a ciascuno, in seguito alla rendicontazione all’Ente capofila. L’ufficio provvederà
al funzionamento dell’interfaccia Amministrazione-Direzione in corso di svolgimento del Progetto, alla determinazione ed esposizione dei criteri di rendicontazione ai
singoli partner ed ai contatti col sistema di monitoraggio di Progetto. Il responsabile avrà anche il compito di relazionarsi con il coordinamento operativo
(determinazione e controllo delle spese di fase, analisi amministrativa continua) e con i singoli partner (reperimento documenti per report).
L’azione di Monitoraggio delle azioni progettuali; l’azione è programmata con un piano di monitoraggio ad hoc ed è basata sulla Rilevazione, ossia un sistema di
sensori (database, check list, schede di rilevazione, questionari, ecc.) per la raccolta degli input, sulla Descrizione, con la quale si “cristallizza” l’andamento del
progetto (attraverso le operazioni di caricamento, elaborazione e analisi dei dati rilevati dai sensori di Progetto), sulla Verifica, dell’andamento delle attività con la
programmazione per la rilevazione degli scostamenti (analisi delle descrizioni da parte del Monitoraggio) e sulla Segnalazione, del monitoraggio al management e
del management alla struttura operativa (integrazione/modifica delle strategie). Comprende l’azione di Start up di Progetto (primo mese del progetto per adempimenti
amministrativi; incontro direttivo; avvio operativo con programmazione e condivisione metodologia formativa).
L’attività sarà gestita a livello centrale dall’ente capofila per coordinare al meglio gli input (dati, informazioni, documenti, contatti, report) dei singoli territori. La sua
azione volitiva (scissa nelle essenziali funzioni di coordinamento, amministrazione e controllo) funge da equilibratore del processo ed è indispensabile per il
raggiungimento degli obiettivi specifici di progetto.

Fase 2 - MAINSTREAMING

La peculiarità degli interventi e dell’utenza richiede la realizzazione di un approccio diretto con i territori di riferimento. A tale scopo si pensa di
realizzare un gestione ad hoc per l’aggiornamento condiviso di tutti i website dei partner e dei collaboratori aderenti e la realizzazione di una pagina informativa sui
principali social media (ad oggi facebook, instagram, twitter) da affiancare alla cura dei rapporti con i media locali. Diffusione della best practice in orizzontale (altri
Comuni e/o quartieri) e verticale (fino al livello regionale) attraverso social media, website, prodotti stampati distribuiti, azione di public relation del management e
momenti di Presentation (aperture al territorio di cui l’ultima sarà il Convegno di chiusura).
L’attività sarà gestita a livello centrale dall’ente capofila per coordinare al meglio i vari sistemi informativi (dal web site alle PR), con il supporto operativo dei partner
e delle sedi locali (soprattutto per l’informazione locale). Una buona attività di diffusione è fondamentale per la riuscita del progetto. Questo sia in fase di avvio per
far comprendere le differenze e le peculiarità dell’iniziativa (la buona copertura del territorio abbinata alla qualità dell’informazione consentirà un maggior successo
della fase di recruiting degli stakeholder) che in fase di chiusura per la divulgazione delle idee e il loro supporto nel fundraising.

Attività specialistica

Fase 1 - ANCORAGGIO

Si tratta di una fase propedeutica nell’ambito della quale sono presenti alcune azioni essenziali: la Concertazione (azione di raccordo e coinvolgimento
del territorio attraverso la presentazione del progetto e la raccolta di informazioni e adesioni) svolta con l’organizzazione di incontri individuali e/o di gruppo (a
seconda delle occasioni) e la promo-build (predisposizione degli strumenti di comunicazione interna ed esterna) realizzata a livello centrale sotto la direzione.
La Concertazione sarà svolta in tutti i territori interessati dalle azioni progettuali, mentre la promo-build sarà materialmente realizzata a livello centrale ma fornirà il
materiale per tutto il territorio nazionale. È una fase fondamentale dell’intero processo progettuale in quanto (come si può desumere dalla denominazione) il
coinvolgimento effettivo degli stakeholder è basilare ai fini della definizione dell’interesse generale e dell’obiettivo comune (e, quindi, della co-progettazione): è come
il primo bottone quando si indossa una camicia, se si individua quello giusto per gli altri si deve solo seguire il tracciato. I partner e i collaboratori supportano il
capofila nell’implementazione delle attività programmate.

Fase 2 - COSTRUZIONE

Attività di avvio del core project che si concretizza nella realizzazione di una piattaforma web che funga da tavolo di incontro (Consolle) per gli
stakeholder. Le azioni della fase sono sostanzialmente tre: una prima azione di Briefing per la determinazione dei requisiti peculiari dello strumento (confronto tra
esperti di progettazione e sviluppo e informatici per definire, in particolare, gli aspetti relativi alla facilitazione delle operazioni di programmazione e progettazione
congiunta); una seconda azione di Creation nell’ambito della quale gli informatici svilupperanno lo strumento (con periodica attività di riesame da parte degli esperti
specialistici) e una terza di Implementazione e test dello strumento stesso (con l’apporto di alcune organizzazioni aderenti selezionate).
Questo strumento sarà costruito a livello centrale (del progetto) con il contributo di esperti selezionati a livello nazionale (forte utilizzo delle sedi locali e dei sistemi
di comunicazione in remoto). È una fase propedeutica e fondamentale per porre in essere lo strumento di raccordo dell’intero territorio nazionale e la fornitura
continua di supporto tecnico da parte dei Mentori. L’attività sarà coordinata dal partner Futuro Digitale.
Focus in merito alla Piattaforma Mentore
Lo strumento nato dalla collaborazione di esperti B-U (Builder-User) servirà a favorire la progettazione condivisa (co-programmazione, co-progettazione) fornendo
un “luogo virtuale” che va ad approfittare dei notevoli passi avanti nell’utilizzo di “oggetti” multimediali (da un più compiuto utilizzo dei vari device alla scoperta di
webinar e videocall, dalla valorizzazione dell’E-learning alla rivelazione del cloud) fatti dalla collettività in questi periodi difficili. Tecnicamente sarà un mix di vari
strumenti che vanno dai post-it digitali, ai forum tematici, dal blog alle lavagne digitali, dal cloud al calendar, dalla chat alla videocall che avranno lo scopo di stimolare
la frequenza del sito, offrire reportistica dell’azione progettuale ispirata al Model Canvas, condividere le informazioni e produrre meta-output per la fase Fundrising.
La piattaforma sarà concepita e progettata basandosi su un’architettura multi-tier o architettura multistrato, ovvero un’architettura software in cui le varie funzionalità
del software sono logicamente separate su più strati/livelli software differenti in comunicazione tra loro. Ciascuno strato è in comunicazione diretta con quelli adiacenti
ovvero richiede ed offre servizi allo strato adiacente.
L’architettura multi-tier comprende i seguenti livelli: Presentazione (è lo strato che interagisce direttamente con l’utente, presenta un layout grafico accattivante e
incorpora caratteristiche di convalida dell’input); Aziendale (è lo strato riservato alla “logica” del sistema, atto a colmare il divario tra il livello di presentazione e il
livello dati. Questo strato è il cuore di tutti i processi che si attuano all’interno dell’applicazione. Esso interagisce con lo strato di dati per recuperare le informazioni
richieste. Una volta ricevute, si applicano le regole di business previste); Dati (è lo strato di applicazione che interagisce con il database e che recupera le informazioni
richieste. L'informazione è memorizzata e consegnata in modo neutrale ovvero indipendente da qualsiasi logica).
L’impiego di un’architettura multi-tier garantisce la creazione di un’applicazione flessibile e riutilizzabile. I principali vantaggi sono la Scalabilità (la struttura a strati
facilita la quantità richiesta di flessibilità e scalabilità del sistema complessivo. In qualsiasi punto del processo, i livelli possono essere aggiornati o scambiati, a causa
del loro basso livello di dipendenza a vicenda per il corretto funzionamento), la facilità di implementazione modifiche (con la separazione di un’applicazione in più
livelli, per modificare o aggiungere funzionalità, gli sviluppatori possono modificare solo uno specifico livello, piuttosto che dover riscrivere l’intera applicazione, garantendo dunque una maggiore semplicità di progettazione/implementazione), la facilità di manutenzione (un codice sorgente organizzato in una struttura a livelli
multipli consente una maggiore facilità di manutenzione. Difatti, un’architettura a strati permette l’individuazione immediata delle sezioni che necessitano di
modifiche/aggiornamenti).
Le tecnologie da utilizzare per lo sviluppo della piattaforma si fondano su assiomi che prevedono che il sistema deve essere basato su scambio dati via web-service,
sviluppato seguendo una logica multi-tier, veloce in termini di prestazioni, costruito su tecnologia Open-Source, estremamente affidabile e responsive ed adatto per
il funzionamento a più risoluzioni video. Di seguito un abstract sinottico dell’architettura.

Fase 3 - FUNZIONAMENTO

Concluse le attività di costruzione, la piattaforma sarà messa a disposizione delle organizzazioni aderenti (sia pubblici che privati). L’impiego
della piattaforma prevede la presenza degli “esperti facilitatori” (i Mentori) che, dopo essere stati opportunamente preparati (condivisione obiettivi, strumenti,
metodologia), guideranno gli utenti nell’utilizzo generale e nell’azione di co-programmazione e co-progettazione. I facilitatori hanno il compito di seguire gruppi di
utenti (avvisando sugli eventi, motivando alla frequenza dei momenti di capacity building, informando sulle novità normative, sui bandi, su nuovi articoli specialistici,
ecc.), di orientare gli utenti sul percorso dei network (sarà predisposto un pacchetto fruibile in FAD asincrona di Orientamento al lavoro di rete, al valore delle sinergie
e della corretta comunicazione), di guidarli nelle opportunità e nelle esigenze formative (come le conoscenze tecniche sulla co-progettazione e co-programmazione,
sull’importanza del “fare rete”, il lavoro di gruppo, ecc.), di scandire i tempi dei Project work (questi eventi non solo online, ma anche in presenza) e di moderare i
Forum (ad esempio quello sulle opportunità/benefici di fare rete e lavorare in gruppo).
L’accesso da remoto e la suddivisione dei gruppi per il supporto dei Mentori consentono la copertura di tutto il territorio interessato dal progetto. Anche gli eventi in presenza sono distribuiti su tutto il territorio; ogni area avrà la possibilità di convogliare le proprie forze su almeno un’idea progettuale dettata dall’interesse generale e finalizzata a un obiettivo comune guidata da un Mentore.
Il periodo di funzionamento dello strumento è indispensabile al raggiungimento dell’obiettivo, in quanto questo lungo periodo di attività all’interno del progetto (il 60%) consente di fornire un “apprendimento guidato”, come sancito dall’obiettivo [1], nell’ambito di uno dei punti cardine della riforma del Terzo settore (ossia la capacità di co-progettare), di incentivare lo sviluppo di progetti concretamente dettati da un processo bottom up in una logica di crescita economica come da obiettivo [2] e di offrire le condizioni di condivisione della comunità necessarie per la sostenibilità, obiettivo [3], dei modelli co-progettati. L’attività è gestita da UNLA con il supporto di UPBEduca nella gestione dei centri locali.

Fase 4 - FUNDRAISING

Attivazione di una interfaccia con l’opinione pubblica con la duplice finalità di presentare i prodotti dell’azione progettuale e di cercare risorse per l’implementazione dei prodotti/servizi di interesse generale originati dai processi creativi attivati nel progetto. Si tratta di un’apposita sezione della piattaforma web realizzata che consentirà di far vedere il progetto durante la sua elaborazione per step (dall’idea progettuale alla definizione dei parametri di fattibilità) dando così la possibilità ai futuri investitori di conoscere il “piccolo” fin dalla prima ecografia. Il fundraising mette in campo un fattore molto importante: le relazioni; occupandosi di trovare i fondi per sostenere un’organizzazione non profit sul lungo termine. I donatori sono vicini all’organizzazione e in alcuni casi decidono di partecipare alle iniziative come volontari, oppure in altri chiedono di incontrare di persona i beneficiari. I referenti dei progetti in essere saranno affiancati da figure specializzate nella promozione sul web (dalla grafica ai contenuti di presentazione) e nella ricerca fondi.
Anche questa attività sarà realizzata in tutte le aree interessate dal progetto e sarà coordinata da UNLA con il supporto tecnico di Futuro Digitale. La presenza di questa attività valorizza l’intera azione progettuale rafforzando il livello di concretezza dell’azione di training offrendo una “prova sul campo” della bontà del lavoro realizzato.

Fase 5 - ANIMAZIONE

L’attività in oggetto si propone la realizzazione di mini eventi sul territorio destinati a far conoscere l’azione progettuale (un richiamo dell’azione iniziale) e il suo sviluppo e, soprattutto, far conoscere le idee che sono in elaborazione (o magari già i piani ultimati), integrando le attività di diffusione dei progetti stessi, motivando le persone e inducendole a un confronto quando il singolo lavoro è ancora in itinere. Nell’ambito dell’attività sarà realizzato anche il Convegno di chiusura.
Queste azioni vedranno come protagonisti le sedi locali e, in conseguenza, saranno implementate in tutti i territori interessati dall’azione progettuale complessiva. Il loro scopo è supportare e rafforzare la promozione delle idee di interesse comune elaborate e in elaborazione, facendo al contempo comprendere alla comunità quanto può essere importante il corretto utilizzo delle nuove tecnologie, il funzionamento della programmazione e della progettazione condivisa e il valore aggiunto che può scaturire dal veicolare le singole competenze. Coordina UPBEduca con il supporto operativo dei centri locali.

 
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Cronoprogramma delle attività

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Risorse Umane

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Volontari

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Collaborazioni

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Sistemi di valutazione

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Attività di comunicazione

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