CCEP UNLA Caraffa di Catanzaro |
Intervento dell'On.le Nino Gemelli - Presidente UNLA |
E’ possibile che qualcuno trovi anacronistico parlare di eroi e di eroismo nel XXI secolo, perché ormai molte attività o atti dell’uomo vengono compiuti ricorrendo alla strumentazione che l’era tecnologica mette a disposizione; strumentazione sempre più sofisticata e più funzionale alle esigenze o necessità della persona.
Inoltre anche il termine di eroe o l’atto di eroismo seguono sostanzialmente il divenire delle evoluzioni culturali, per cui un eroe in una epoca potrebbe non essere considerato tale in epoche successive per il cambiamento dei modelli culturali. Dobbiamo anche domandarci se può esistere un eroe tout court, svincolato dai modelli culturali, dalle “parole d’ordine”, della contingenza storica; un eroe che sia tale “oltre la retorica”.
Penso che la storia ci ha mostrato ampiamente esempi di “eroi del tempo” e di
“eroi senza tempo”, dove il “tempo” è il segmento di storia che viene preso in considerazione.
D’altro canto l”eroe” è il soggetto che viene considerato un punto di riferimento da imitare, da emulare e nel contempo, proprio per questo, il termine “eroe” non necessariamente deve essere riferito a personaggi che si siano distinti in imprese belliche, ma può essere umanamente attribuito a uomini e donne che abbiano esercitato grandi virtù.
Sicuramente non consideriamo oggi eroi Ercole o Maciste, ma confermiamo nella loro eroica figura Alessandro, Pericle, Cesare, Ottaviano, Carlo Magno, Federico II, Lorenzo dei Medici.
L’esercizio di grandi virtù, quindi, è la caratteristica oggettiva della definizione di eroe.
E il Ten Girolamo Comi fu un eroe “oltre la retorica” del periodo storico che esaltava la conquista,bellicismo, la potenza: Girolamo Comi non fu eroe per questo, ma perché in circostanze quali la conquista dell’Abissinia attraverso le guerre per affermare la potenza dell’Italia, inserito e radicato in tale contesto, egli si distinse al comando di un reparto di Basci perché sapeva stabilire con gli ascari un rapporto che non fosse solo gerarchico e militarizzato, ma umano e pieno di fiducia, tanto da farsi seguire nella impari battaglia di Dogali.
Inoltre è importante sottolineare l’epistolario che ha avuto con la sua famiglia e in particolare col fratello sacerdote, perché evidenzia la necessità di manifestare un legame sacro con i suoi familiari, che vuole aiutare inviando anche parte dello stipendio di ufficiale. Quindi non solo la manifestazione di amore, ma anche la consapevolezza della necessità della solidarietà concreta e tangibile.
Altra specifica virtù manifestata è il pensiero costante per la sua terra, non solo l’Italia, ma Caraffa, quel lembo di regione dove la diversità è la caratteristica principale sia per i costumi che per la lingua albanese.
Quindi, possiamo dire che la virtù dell’amore verso i familiari, quella delle appartenenze, della solidarietà, quella del rispetto del diverso,fanno di Girolamo Comi un “eroe oltre la retorica” che può essere indicato ai giovani come esempio da seguire.
L’attualità del valore delle virtù manifestate ed esercitate travalica la contingenza storica e si affianca come valore dell’uomo, che l’uomo deve comunque e sempre affermare e difendere.
Ringrazio il Centro per l’Educazione Permanente di Caraffa e il suo dirigente Giulio Peta per aver organizzato tale manifestazione che ha un messaggio profondo da diffondere per affermare la necessità di costruire una società illuminata da valori indifettibili.
On.Vitaliano Gemelli
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